Inflazione e corruzione

Le conseguenze dei dissesti finanziari nelle borse di mezzo mondo si fa sentire anche in Ucraina, dove l’inflazione galoppa. A tal punto che il primo ministro (fino alle prossime elezioni) Yulia Timoshenko la settimana scorsa ha dovuto promettere solennemente che i prezzi dei medicinali non subiranno un aumento superiore al 10%.

Purtroppo la realtà è ben diversa: mercoledi abbiamo contattato uno dei principali distributori di medicinali in Ucraina per comprare una scorta di Granocyte, un farmaco di cui un bambino aveva urgentemente bisogno in reparto. Per due giorni non ci è stato possibile acquistare nulla perché il fornitore non era in grado di fissare un prezzo, a causa delle continue oscillazioni del cambio. Alla fine, siamo riusciti ad acquistarlo con un aumento del 20% rispetto a pochi mesi fa. Insieme ai medicinali sta aumentando il costo dell’energia, dei trasporti, delle bollette, delle sigarette e, puntualmente, anche il “prezziario” semi-ufficiale che in ogni reparto viene stilato per avere accesso a posti letto, prestazioni mediche, trattamenti di favore che dovrebbero ovviamente essere gratuiti. Quello della corruzione negli ospedali, così come in qualsiasi altro ufficio pubblico, è un tema particolarmente delicato e difficile. Diventa odioso quando a farne le spese sono direttamente i bambini, a cui viene negata un’iniezione o anche un’intervento chirurgico se i genitori non hanno i mezzi per “lubrificare” il sistema. Quanto spesso i genitori ci hanno offerto delle “mance”, increduli di fronte al rifiuto e alla spiegazione che i nostri servizi sono completamente gratuiti. E’ una battaglia lunga e difficile, ma vale la pena combatterla.

Marco Zecchinato

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