Trasforma il tuo San Valentino in un mondo d’Amore

1 Febbraio 2010

Con Soleterre puoi fare un regalo il cui valore si moltiplica per due.

Per San Valentino puoi scegliere di fare un regalo originale, che non solo piaccia al tuo lui o alla tua lei, ma che aiuti i tanti bambini che Soleterre sostiene ogni giorno con i suoi progetti.
Acquistando uno dei regali solidali della linea Amore permetterai a Soleterre di donare un mondo d’Amore a bambini in condizioni di povertà!

Non aspettare, scegli subito il tuo regalo.

I disegni dei bambini in mostra a Milano

19 Gennaio 2010

Diventa anche tu bambino per un giorno e adotta un disegno

Soleterre vi invita a visitare la mostra “Un disegno per la pace” organizzata in collaborazione con PricewaterhouseCoopers Italia in occasione del ventennale della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia.

Fino al 31 gennaio saranno esposti i disegni di oltre 200 bambini di tutto il mondo. Bambini profughi, mutilati, costretti a prostituirsi che per la prima volta sono tornati a prendere in mano un foglio e una matita colorata per disegnare insieme un mondo di pace.

La mostra racconta attraverso i disegni dei bambini i progetti di Soleterre ricordando quanto sia ancora necessario fare perchè la Convenzione e i diritti in essa contenuti siano garantiti.

Durante il periodo di apertura della mostra tutti i visitatori saranno invitati a diventare “bambini per un giorno” realizzando un disegno da inviare ai bambini che vengono aiutati dai progetti dell’associazione.

Sarà inoltre possibile adottare simbolicamente uno dei disegni con una donazione ai progetti di Soleterre
. Resteranno esposti fino alla fine della mostra anche i disegni già adottati da personaggi noti del mondo dello sport e dello spettacolo come quello che Giorgio Chiellini e Fabio Grosso hanno adottato in rappresentanza della F.I.G.C., vicina a Soleterre nel sostenere quest’iniziativa.

A 20 anni dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia oltre un miliardo di bambini si vede ancora negato il sano sviluppo promesso dal trattato sui diritti umani.

La mostra resterà aperta al pubblico presso lo spazio PWC Experience, Via Monte Rosa 91 Milano fino al 31 gennaio con orario continuato.
Ingresso libero tutti i giorni dalle 9 alle 21.

Adotta il disegno di un bambino
Visita il minisito dell’iniziativa

Non chiudere gli occhi davanti al cancro

5 Novembre 2009
Invia un SMS al numero 48542 dal 2 al 20 novembre 2009

Invia un SMS al numero 48542 dal 2 al 20 novembre 2009

UN SMS AL 48542 PER I BAMBINI UCRAINI

Soleterre Onlus ha lanciato a favore di oltre 2.000 bambini ucraini colpiti da un cancro la campagna sociale “Non chiudere gli occhi davanti al cancro”.

Ancora oggi in Ucraina la possibilità di curare i bambini malati di cancro è sempre più compromessa.

Al 74% dei bambini ammalati di tumore non è possibile diagnosticare lo stadio della malattia. Tale impossibilità di diagnosi comporta che l’80% dei bambini ammalati di cancro maligno inizia a ricevere trattamenti e cure solo durante lo stadio finale della malattia, di cui il 40% muore a un anno dalla diagnosi e solo il 47% sopravvive al quinto anno successivo la diagnosi. In Italia i tassi di sopravvivenza sono del 75/85%.

Soleterre Onlus è impegnata a Kiev, vicino a Chernobyl, da 6 anni e ha sostenuto 10mila minori e le loro famiglie. Ma per continuare serve aiuto per acquistare medicinali e per garantire il funzionamento di una casa di accoglienza e cura per i bambini malati e i loro genitori.

Invia subito un sms da 2 euro al numero 48542!

Non chiudere gli occhi davanti al cancro.

Immagine anteprima YouTube

I dimenticati di Chernobyl

6 Maggio 2009

Domenica 26 aprile, in occasione del 23° anniversario dal disastro nucleare di Chernobyl, il programma di approfondimento del TG La7, “Reality”, ha permesso a Soleterre di raccontare cosa accade oggi negli ospedali che accolgono i bambini malati di cancro. La trasmissione è curata da Paola Palombaro.

Il servizio è stato l’occasione per richiamare l’attenzione sulle terribili conseguenze dello scoppio del reattore, che ancora colpiscono le nuove generazioni. Ma ci ha anche consentito di comunicare al grande pubblico l’apertura a Kiev della prima casa di accoglienza per i bambini malati di tumore e per le loro famiglie, una struttura attrezzata esterna all’ospedale, che permetterà tempi più brevi di degenza e l’accesso alle cure mediche in day hospital. Sempre grazie alle donazioni private, come quelle raccolte durante la campagna “Il contagocce” dello scorso novembre, è stato possibile acquistare un’intera sala operatoria per il centro neurologico pediatrico di Kiev.

Questo è il video del servizio, e di seguito trovate la testimonianza di un amico di Soleterre che lo scorso mese ha visitato il nostro progetto a Kiev.


Erano appena passate le undici di una tiepida e soleggiata mattina di Aprile quando ho visto l’inferno, qui sulla terra.

Nel varcare la soglia del reparto di neurochirurgia infantile dell’ospedale di Kiev in Ucraina, non riuscivamo a credere ai nostri occhi tanto era grande il dolore e la sofferenza che abbiamo visto stringere quei piccoli pazienti. Distesa su di un lettino appoggiato alla parete, una bambina avvolta in un lenzuolo fino alla testa piangeva mentre aspettava di essere ricoverata. Ai lati del corridoio, che ricordava tanto le corsie del nostro vecchio ospedale di Lodi, si aprivano delle stanze malandate piene di lettini sui quali i poveri bambini  soffrivano in silenzio cercando il conforto delle loro mamme, che dolcemente  stringevano loro le mani e li accarezzavano sulla fronte.

“Sono tutti bambini con un tumore al cervello o con la spina dorsale bifida” aveva sentenziato il vecchio Primario che ci accompagnava nella nostra visita.
E in quel momento dalla porta di legno della sala operatoria, una giovane madre usciva spingendo la barella con il suo bambino appena operato, e afferrandolo con le sue braccia lo adagiava sul lettino della stanzetta insieme agli altri. Ci raccontava un’infermiera che dopo l’operazione i bambini spesso entrano in coma e smettono di respirare, oppure vengono assaliti da una forte febbre o da altri infezioni che i medici non riescono a spiegare. E le mamme sono distrutte dal dolore nel vedere i loro bambini soffrire mentre nessuno è in grado di fare qualcosa per aiutarli. Dalla sala operatoria direttamente al letto della corsia, questo era il calvario che i piccoli pazienti erano costretti a subire.

Mi sembrava di essere piombato in un ospedale da campo durante una guerra. Mancava tutto, persino gli strumenti più elementari e indispensabili come la sega elettrica. Si, perché solo fino a qualche settimana prima la testa dei bambini veniva aperta dal chirurgo con uno strumento a mano. Persino la garza, il cotone e gli antidolorifici erano limitati e veniva usati con il contagocce.
Con un nodo alla gola difficile da mandare giù, ascoltavamo ancora le parole uscire lente dalla bocca del vecchio chirurgo: “l’Ucraina sta lasciando morire i suoi bambini; in circa venti anni sono scesi da nove a sette milioni, e le malattie gravi come i tumori e le leucemie sono cresciuti enormemente dopo il disastro di Chernobyl”. Con grande pazienza ci spiegava poi che era stato il Fondo Monetario Internazionale a subordinare i suoi aiuti in denaro all’Ucraina al taglio delle spese statali. E il governo del Paese, anziché tagliare le rendite e i privilegi del potere, ha tagliato i fondi alla sanità pubblica.

Non eravamo in Africa o nel lontano Oriente, ma a sole due ore di aereo da Milano. Qui chi ne ha la possibilità va a farsi curare all’estero o nelle cliniche private, mentre la povera gente è costretta a rivolgersi a strutture sempre più malridotte, come quella da noi visitata. E’ questa l’Europa che noi vogliamo, un’Europa  che pensa alla finanza e agli affari mentre lascia morire i suoi bambini?

Epifanio Bonazzi

Per approfondire:

Dona on-line
Il progetto “Un Sorriso in Corsia”
Sostieni a distanza i bambini di Kiev

Le Iene con Soleterre in Sierra Leone sulle tracce dei diamanti insanguinati

2 Marzo 2009

Venerdì 27 febbraio, Le Iene, Italia 1. La Iena Pelazza inviata speciale con Soleterre in Sierra Leone.

Immagine anteprima YouTube

Soleterre interviene in Sierra Leone garantendo ai bambini amputati un sostegno alimentare e sanitario all’interno di 3 case famiglia e attraverso la distribuzione di riso ai doppi amputati nell’intero paese.

Le Iene ci aiutano.  Anche il tuo aiuto è fondamentale per garantire un futuro alle vittime innocenti di una guerra combattuta per il dominio dei diamanti.

Per maggiori informazioni sul progetto “Sierra Leone - Il Solitario”

Dona ora on-line

Geo & Geo intervista Damiano Rizzi

24 Febbraio 2009
Immagine anteprima YouTube

In Ucraina una vera e propria emergenza sanitaria sta colpendo il paese

Rischio chiusura per ospedale oncologico. Il reparto di Neurochirurgia dell’istituto Nazionale del Cancro di Kiev sta per rimanere senza medicinali e non solo. Il Ministero della Sanità ucraino ha appena effettuato tagli ai finanziamenti per medicinali e materiali di consumo alle strutture ospedaliere, già normalmente carenti di tutto.

La riduzione è del 75% rispetto al 2008: a gennaio lo stanziamento statale è stato di 2.754 euro per l’intero reparto.

A Kiev servono urgentemente 93.000 euro perché Soleterre, che sostiene nel reparto 50 bambini al giorno, possa acquistare ANALGESICI, ANTIEDEMIGENI, ANTIBIOTICI, ANTITUMORALI oltre a GARZE, BENDE, CATETERI…

Emergenza Ucraina - Intervista al Presidente di Soleterre

12 Febbraio 2009
Immagine anteprima YouTube

Vogliamo condividere con tutti voi l’intervista che David Del Bufalo, di Mini Radio Web, ha fatto al presidente di Soleterre Damiano Rizzi.

Un ringraziamento caloroso a David
(http://www.myspace.com/miniradioweb)

Stateci vicino in questo momento così delicato, anche una piccola donazione può essere importante!
Donate ora!

Rischio chiusura per ospedale oncologico

5 Febbraio 2009

Il reparto di Neurochirurgia dell’istituto Nazionale del Cancro di Kiev sta per rimanere senza medicinali e non solo.

Il Ministero della Sanità ucraino ha appena effettuato tagli ai finanziamenti per medicinali e materiali di consumo alle strutture ospedaliere, già normalmente carenti di tutto.

La riduzione è del 75% rispetto al 2008: a gennaio lo stanziamento statale è stato di 2.754 euro per l’intero reparto.

A Kiev servono urgentemente 93.000 euro perché Soleterre, che sostiene nel reparto 50 bambini al giorno, possa acquistare ANALGESICI, ANTIEDEMIGENI, ANTIBIOTICI, ANTITUMORALI oltre a GARZE, BENDE, CATETERI…

Dona ora

Per maggiori informazioni sul nostro progetto
Sostieni a distanza questi bambini
La testimonianza della nostra collaboratrice a Kiev
Leggi il comunicato stampa del 4 febbraio 2009
Leggi il comunicato stampa dell’11 febbraio 2009
Guarda la video intervista al presidente di Soleterre

17.546 angeli custodi. I bambini tibetani profughi in India

9 Dicembre 2008

India. Dharamsala. Dicembre 2008
Testi e foto di Damiano Rizzi

Dolkar è appena arrivato al Tibetan Health Center. Ha attraversato a piedi per 30 giorni le montagne dell’Himalaia. Oltre 1.500 chilometri. I fiumi, gli animali e le grandi montagne sono state insieme a lui. Amici e nemici di un impossibile viaggio che ha realizzato con un gruppo di altri 20 bambini. Ad accompagnarli una sola guida. Bambini che scappano dal Tibet senza i vestiti adeguati per affrontare il gelo delle montagne e la neve bianca sino a 5.800 metri.

 

Dolkar sarà curato nell'Ospedale e diventerà un nuovo angelo custode della cultura tibetana nell'esilio indiano di Dharamsala

Dolkar sarà curato nell'Ospedale e diventerà un nuovo angelo custode della cultura tibetana nell'esilio indiano di Dharamsala

I genitori, che non vedranno mai più, li affidano alle guide pagando circa 100 euro. Molti soldi per loro. Lo fanno per garantirgli una vita e un’istruzione. Per mantenere e preservare l’identità del popolo tibetano. Questo in Tibet oggi non è possibile. Molti bambini non riusciranno ad arrivare a destinazione, uno degli almeno 10 villaggi per i bambini profughi in India, i Tibetan Children’s Village che dal 1960 hanno educato oltre 34.000 piccoli tibetani. Una ulteriore difficoltà del viaggio è il tiro al bersaglio dei soldati cinesi al confine.

Soldati che sparano sui bambini più per gioco che per dovere. Per chi riesce a superare il confine con il Nepal, in genere, la prima tappa è Dharamsala, sede del governo tibetano in esilio e luogo in cui si trova la dimora del Dalai Lama sin dalla prima fuga dal Tibet nel 1959. I genitori dal Tibet inviano i loro figli qui

perché sanno che saranno protetti dal Dalai Lama.

Oggi ho incontrato Dolkar. Uno di quelli che è riuscito a sopravvivere. A superare il confine. Sul volto i segni
evidenti delle escoriazioni della pelle. I piedi parzialmente congelati. Una varicella su tutto il corpo. È arrivato solo con un cappotto pieno di pidocchi. All’ospedale, dove lo stanno curando, conservano le pastiglie, contate, in grandi barattoli di plastica.
Archiviati per tipologia di malattia e nome del farmaco soluzione. Molti barattoli sono vuoti.

I medicinali dell'Ospedale sono conservati in barattoli, molti vuoti, e solo gli aiuti internazionali possono garantire le cure ai pazienti.

I medicinali dell'Ospedale sono conservati in barattoli, molti vuoti, e solo gli aiuti internazionali possono garantire le cure ai pazienti.

Dolkar vive nella struttura sanitaria insieme a malati mentali, anziani indigenti e qualche altro paziente malato di tubercolosi.

Cerca disperatamente di strappare a qualcuno un sorriso. Si avvicina più volte a un uomo di circa 30 anni, in mezzo al cortile freddo, seduto su una vecchia sedia e con un catetere ai piedi.

Sorridono, si guardano, si avvicinano e si allontanano. Un altro uomo è sdraiato per terra e simula il verso di un cane. Ha un cerotto grande sul naso e seguita a urlare. A ululare. Sdraiato per terra cerca qualcosa tra la terra bianca. Si rotola. Dolkar lo guarda e ride.

Come Dolkar sono centinaia al mese i bambini costretti a fuggire dal Tibet. Dopo un periodo trascorso in questo ospedale e centro di prima assistenza, vengono accolti in case famiglia all’interno del Tibetan Children’s Village. Un campo profughi in cui rimarranno sino al termine degli studi. Un luogo da cui non usciranno che una volta al mese e che solo il grande sogno del ritorno nella terra di origine e la santa e
metodica intenzione di preservare la cultura e l’identità rendono diverso dalle migliaia di campi profughi del mondo. A tratti il villaggio appare come un enorme orfanotrofio gestito dai bambini.
Dormono in due per letto. Un materasso appoggiato a quattro pezzi di ferro. I bambini più grandi preparano da mangiare, puliscono per terra e gestiscono insieme a una donna la casa. Una donna per ogni casa. La
chiamano amala
, mamma.

Nel Tibetan Children’s Village di Dharamsala sono accolti circa 1.600 bambini. Qui mangiano, studiano e
hanno la possibilità di preparasi un futuro.

I bambini si organizzano pranzo e cena con l'aiuto di un solo adulto. Per ogni casa di accoglienza di sono circa 40 bambini

I bambini si organizzano pranzo e cena con l'aiuto di un solo adulto. Per ogni casa di accoglienza di sono circa 40 bambini

Per loro lo studio è maniacale, sanno che senza una preparazione non potranno ottenere un lavoro. Spesso ottenerlo è davvero difficile anche per coloro che si sono alacremente applicati. Saranno professionisti in
vari campi, imprenditori, ingenieri. O almeno qualcuno di loro ci è davvero riuscito. Il metodo di studio e vita somiglia a quello praticato nei kibbutz, ai sistemi educativi di qualche monastero o a quello laico Montessori, applicato negli asili del Tibetan Children’s Village e riconosciuto dal 2000 dalla casa madre
italiana.

Un silenzio surreale regna nella scuola. Insegnano ai bambini che prima di tutto occorre capire i bisogni dell'altro alunno e poi vengono il proprio ego e le proprie necessità

Un silenzio surreale regna nella scuola. Insegnano ai bambini che prima di tutto occorre capire i bisogni dell'altro alunno e poi vengono il proprio ego e le proprie necessità

Non è accettabile pensare a un campo profughi per soli bambini. Straordinariamente accuditi da adulti che sono stati prima di loro bambini profughi. Almeno tre generazioni sono cresciute nel campo. A tre anni imparano a fare di conto (addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni, divisioni), la lingua inglese e la cultura tibetana.
Non è realistico pensare che ritorneranno nel loro paese ma il tempo è davvero relativo. Alla domanda secca “credete di potere ritornare?” i più grandi rispondono che anche l’impero romano è crollato e che
l’India una volta era occupata dagli inglesi. Quindi anche la Cina smetterà di essere una super potenza e il Tiber tornerà ad essere libero. Il ragionamento fila e intanto loro mantengono intatte le loro trazioni in attesa del ritorno.

Capisco che ci vuole un coraggio che riguarda una scelta tra la vita e la morte per fare in modo che i bambini diventino angeli custodi del passato e capaci del futuro.
Capisco che il popolo tibetano in esilio in India sta compiendo la più grande lotta non armata riconosciuta della storia attuale. E mai come ora il premio Nobel per la pace concesso al Dalai Lama ha un valore non solo simbolico ma reale nell’emarginare chi all’interno del mondo tibetano vorrebbe utilizzare anche la forza per la rivendicazione dei diritti.
Intendo che probabilmente esistono ora due popoli tibetani: quelli che sono rimasti in Tibet e quelli in esilio. Tra di loro ci rapporti costanti grazie ai profughi e a qualche collegamento internet.
Ma più passa il tempo e più la battaglia della conservazione dell’identità deve fare i conti con i tibetani che restando in Tibet sono anche disposti ad accettare il dominio cinese.

Un momento di gioco dei più piccoli. Nonostante le oggettive difficoltà il senso di comunità è molto forte e i bambini sono seguiti sin dai primi anni di vita

Un momento di gioco dei più piccoli. Nonostante le oggettive difficoltà il senso di comunità è molto forte e i bambini sono seguiti sin dai primi anni di vita

Quella degli esiliati tibetani è una vera e propria guerra combattuta senza armi e anzi con l’ulteriore coraggio della pace. Al prezzo dell’infanzia dei propri figli, soli in gelide case di accoglienza. Riscaldati dal grande sogno di compiere un sacrificio più grande dei loro immensi occhi.
In tutta l’India sono in totale 17.546 i bambini che studiano nei Tibetan Children’s Village con il compito di conservare l’identità del popolo tibetano in attesa del ritorno in patria. Il numero è destinato ad aumentare.

 

Conclusione della campagna sociale “Il contagocce”

30 Novembre 2008

Cari amici di Soleterre,

stanotte alle h 24.00 si conclude la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi ‘Il contagocce’. Il denaro che abbiamo raccolto servirà a sostenere il nostro progetto ‘Un sorriso in corsia’, tramite il quale aiuteremo 2.000 bambini malati di cancro ricoverati nei reparti pediatrici di Oncolologia e Neurochirurgia in due dei principali ospedali pubblici di Kiev.
Non abbiamo ancora i dati definitivi sui fondi che siamo riusciti a raccogliere, ma renderemo pubblico l’esito della campagna nei prossimi giorni.

In ogni caso, a voi vanno i nostri ringraziamenti per quello che avete reso possibile, cioè la fornitura di farmaci, alimentazione e attrezzature mediche per gli ospedali di Kiev. Ma soprattutto per aver dato la speranza per un futuro migliore a 2.000 bambini.

Grazie infinite!

‘Il contagocce’ finisce qui, ma per continuare ad aiutarci non ci sono scadenze. Sul nostro sito c’è una pagina dedicata alle donazioni online, attraverso cui potete anche decidere di sostenere un progetto specifico. Qui trovate il link diretto alle donazioni a favore di ‘Un sorriso in corsia’.

IMPORTANTE!

Dalla mezzanotte del 30 novembre il numero 48547 non sarà più attivo per la campagna di Soleterre. Vi invitiamo perciò a rimuovere ogni riferimento al numero e alla campagna, ad esempio il codice html che ha generato il piccolo banner in alto a destra sui vostri profili, il video con lo spot, le cartoline personalizzate.

Contiamo sulla vostra collaborazione!

Soleterre Onlus

Mamme e papà

24 Novembre 2008

Rieccoci!
Dopo la missione di monitoraggio e programmazione per una settimana coi colleghi della sede centrale in Italia siamo tornati nel vivo delle attività.
Ieri ho partecipato ad un weekend che abbiamo organizzato per alcuni dei genitori conosciuti negli anni in corsia. Sono mamme e papà di ragazzi che hanno avuto il cancro e che purtroppo, nella grande maggioranza dei casi, non ci sono più. E’ rimasto il contatto, il desiderio di ritrovarsi per condividere e superare insieme il dolore.
Alcuni di loro hanno affrontato un viaggio in treno lungo una notte per esserci, testimoniandoci la validità del nostro lavoro e l’importanza di creare momenti come questi.
Il sabato è stato gestito da una delle nostre psicologhe con un lavoro di gruppo sull’elaborazione del lutto. Alla sera un po’ di distrazione a teatro e la domenica è stata dedicata alla decorazione di addobbi natalizi che andremo a vendere in dicembre in un banchetto di autofinanziamento per le attività in ospedale. Per l’occasione è venuta ad aiutarci una pittrice di uno studio d’arte che ci ha insegnato come colorare e abbellire le palle di vetro che si appendono agli alberi.
Era commovente vedere la passione (e la perizia!) di questi genitori che si impegnavano per poter regalare un futuro migliore ai figli di altre mamme e papà.
Naturalmente, anche chi ci legge dall’Italia può darci una mano: vi ricordo che fino al 30 novembre sarà possibile donare due euro inviando un sms al 48547 !

Marco Zecchinato

Il legame

1 Novembre 2008

Ogni tanto mi capita di scrivere qualche lettera di ringraziamento ai sostenitori che hanno deciso di donare una quota a favore del nostro progetto. Si tratta di un compito piacevole, specialmente quando c’è stato un incontro di persona ed è stato possibile renderli in qualche modo partecipi delle nostre attività, mostrar loro i piccoli progressi ottenuti, scambiare qualche impressione sul nostro lavoro e su cosa li abbia spinti ad aiutarci. Nel rendere conto di come sono stati spesi i loro soldi, a cosa sono serviti, mostrare chi hanno aiutato e come, provo una strana sensazione di orgoglio, che cerco di trasmettere. E’ grazie a loro che Anja e Marina hanno ricevuto le pompe di infusione necessarie, che quel medicinale per Vladimir è stato procurato in tempo, che Igor ha ricevuto una scatola di colori per ravvivare le pareti della sua cameretta d’ospedale. A volte le risposte mi riempiono di tenerezza, mi si chiede di raccontare maggiori dettagli, di abbracciare personalmente quei bambini, arrivano domande preoccupate sul loro stato di salute, se fa freddo, se la terapia funziona, quando potranno tornare a casa. Si stabilisce un LEGAME, e per quanto effimero, lontano, discontinuo, possa essere questo legame, è anche attraverso questa corrispondenza che acquista senso e valore quello che facciamo. Condividere, sapere di non essere soli, cancella anche qualche amarezza espressa nei post precedenti. Continuiamo, insieme

Marco Zecchinato

Inflazione e corruzione

28 Ottobre 2008

Le conseguenze dei dissesti finanziari nelle borse di mezzo mondo si fa sentire anche in Ucraina, dove l’inflazione galoppa. A tal punto che il primo ministro (fino alle prossime elezioni) Yulia Timoshenko la settimana scorsa ha dovuto promettere solennemente che i prezzi dei medicinali non subiranno un aumento superiore al 10%.

Purtroppo la realtà è ben diversa: mercoledi abbiamo contattato uno dei principali distributori di medicinali in Ucraina per comprare una scorta di Granocyte, un farmaco di cui un bambino aveva urgentemente bisogno in reparto. Per due giorni non ci è stato possibile acquistare nulla perché il fornitore non era in grado di fissare un prezzo, a causa delle continue oscillazioni del cambio. Alla fine, siamo riusciti ad acquistarlo con un aumento del 20% rispetto a pochi mesi fa. Insieme ai medicinali sta aumentando il costo dell’energia, dei trasporti, delle bollette, delle sigarette e, puntualmente, anche il “prezziario” semi-ufficiale che in ogni reparto viene stilato per avere accesso a posti letto, prestazioni mediche, trattamenti di favore che dovrebbero ovviamente essere gratuiti. Quello della corruzione negli ospedali, così come in qualsiasi altro ufficio pubblico, è un tema particolarmente delicato e difficile. Diventa odioso quando a farne le spese sono direttamente i bambini, a cui viene negata un’iniezione o anche un’intervento chirurgico se i genitori non hanno i mezzi per “lubrificare” il sistema. Quanto spesso i genitori ci hanno offerto delle “mance”, increduli di fronte al rifiuto e alla spiegazione che i nostri servizi sono completamente gratuiti. E’ una battaglia lunga e difficile, ma vale la pena combatterla.

Marco Zecchinato

6 anni x 40.000 sorrisi = GRAZIE DI CUORE!

27 Ottobre 2008

Il 20 ottobre 2002 è nata Soleterre Strategie di Pace Onlus.
Una denominazione scelta per identificare esattamente quello che sarebbe stata questa nuova realtà: un progetto di sostegno alle persone che vivono nelle Terre Sole, dimenticate da molti, ma per le quali ci sentivamo in “dovere di intervenire”, con strategie di pace, a costo di investire risorse personali, di chiedere ad amici, parenti, perché ci credevamo, profondamente.

Da quel giorno abbiamo trascorso insieme momenti di gioia, alcuni di dolore, anche molto profondo, e di apprensione, abbiamo espresso le nostre idee e portato avanti progetti, con entusiasmo, a volte con fatica, ma siamo ancora qui! GRAZIE A VOI!

Il 20 ottobre 2008 Soleterre ha compiuto 6 anni, conta più di 6.000 sostenitori e riesce ad aiutare ogni giorno più di 40.000 persone: un successo possibile solo grazie al vostro sostegno, che ci avete espresso non solo con donazioni economiche o materiali, ma con le vostre lettere e dimostrazioni di affetto, con la passione con cui ci avete accompagnato in ogni battaglia e con l’entusiasmo con cui avete accolto i nostri appelli.

Insieme, siamo riusciti ad aiutare molte persone a vivere dignitosamente e la gioia più grande per noi oggi è testimoniarvi che molte popolazioni stanno tornando piano piano ad essere artefici del loro destino, nel loro paese, con grande dignità.

GRAZIE DI CUORE!

Damiano Rizzi
Presidente Soleterre Onlus

Prevenzione

20 Ottobre 2008

Questa mattina ho conosciuto la primaria del reparto di onco-ematologia pediatrica della clinica oncologica regionale di Kiev. In questa città esistono 5 ospedali pubblici che si occupano di tumori e leucemie. Il reparto di oggi è un po’ il fiore all’occhiello della lotta contro il cancro dei bambini e viene spesso citato come esempio della collaborazione tra personale medico e associazioni che vi operano. Naturalmente i problemi non mancano neppure qui e i tassi di sopravvivenza per i bambini ammalati di tumori solidi (quelli che non attaccano il sangue o i tessuti), è purtroppo identico a quello degli altri ospedali. Mancanza di personale, di macchinari adeguati e di formazione sono le carenze croniche di questo Paese. Tuttavia qualcosa sta cambiando, molti protocolli di cura sono stati aggiornati su standard europei e la percentuale di guarigione per le leucemie è quasi pari a quella dei Paesi più sviluppati. Inoltre, finalmente, comincia a riconoscersi l’importanza dell’informazione, della prevenzione e della possibilità di una diagnosi precoce. La dottoressa che abbiamo incontrato gira da un paio d’anni attraverso i presidi pediatrici della regione per divulgare i sintomi e le possibili patologie legate al cancro, affinché il male possa essere diagnosticato in tempo e i bambini indirizzati verso i centri specialistici, anziché essere curati per un mal di denti o una gastrite senza una visita più approfondita. I risultati si vedono, ma non basta un impegno isolato, questo approccio deve diventare sistemico ed esportato in tutto il Paese. E’ un processo lento, ma bisogna insistere. Soleterre, nel suo piccolo, insiste.

Marco Zecchinato